Alcuni tappeti arredano uno spazio. Altri lo definiscono. Il pezzo di questa settimana fa qualcosa di più: racconta una storia di trasformazione che appare personale e, al tempo stesso, silenziosamente potente.
A Milano, il trentaduenne Fabio Passeri, fondatore di Rug Dope, crea tappeti come oggetti di design dotati di un’identità. Ogni pezzo è realizzato per risplendere di luce propria, non solo come decorazione, ma come elemento che plasma l’atmosfera di un ambiente.


Dalla routine alla direzione
Fabio ha iniziato a praticare il tufting nel 2022, in un momento in cui sentiva il bisogno di allontanarsi da una vita che non rispecchiava più chi fosse veramente. Quello che era iniziato come uno sfogo personale è cresciuto gradualmente fino a diventare qualcosa di molto più intenzionale.
Entro il 2025, quel cambiamento si è completato. Il tufting è diventato il suo lavoro a tempo pieno.
Con un forte interesse per l’interior design, Fabio ha sempre prestato attenzione ai dettagli che rendono uno spazio curato. Il tufting gli ha dato la possibilità di creare lui stesso quei dettagli, plasmando texture, colori e forme esattamente come li immaginava.
Ciò che lo spinge oggi è il processo di trasformare qualcosa che esiste solo nella sua mente in un pezzo fisico unico nel suo genere. Questa mentalità lo ha portato naturalmente al suo lavoro più rappresentativo fino ad ora.

Ispirato dal mito e dalla crescita personale
Il tappeto della settimana si chiama “Tibetan Celestial Dragon”. Segna un punto di svolta, non solo come oggetto finito, ma come momento di chiarezza.
“Questo pezzo mi ha fatto capire chiaramente che questa è la mia strada”, afferma.
Il design attinge al simbolismo asiatico, incentrato sulla figura del drago, un’immagine a cui Fabio si sente legato da tempo.
Al centro del concetto c’è la leggenda della carpa che risale la corrente e si trasforma in un drago. È una storia di persistenza, evoluzione e di come si possa diventare qualcosa di più grande attraverso l’impegno.
Questa idea rispecchia il suo percorso: una trasformazione graduale plasmata sia da sfide pratiche che dalla crescita personale.
Chiunque crei conosce quella sensazione: quando qualcosa che un tempo sembrava lontano diventa lentamente reale.

Un mese di concentrazione e perfezionamento
Il tappeto ha richiesto circa un mese per essere completato. Il processo è stato impegnativo, ma arrendersi non è mai stata un’opzione.
Per Fabio, le sfide fanno parte del processo, specialmente quelle interiori.
Durante questo progetto, ha anche perfezionato una parte importante della sua tecnica. Dopo mesi di test su diversi approcci, questa è stata la prima volta in cui ha applicato completamente un nuovo metodo per la rifinitura del retro del tappeto, adattandolo e migliorandolo mentre lavorava.
Per questo pezzo, Fabio ha utilizzato una tufting machine AK-V e filato acrilico. Allo stesso tempo, il suo processo continua a evolversi: i progetti futuri includeranno lana e viscosa, permettendogli di esplorare maggiore profondità, consistenza e ricchezza visiva.

Per Fabio, un tappeto non è solo un oggetto decorativo. È un modo per dare identità a uno spazio. Ogni pezzo fa parte di una visione più ampia: creare opere che siano riconoscibili, personali e non modellate su percorsi già esistenti.
Quella che era iniziata come una ricerca di qualcosa di più è diventata esattamente questo: un corpus di lavori in crescita dove le idee prendono forma fisica e gli spazi acquistano carattere.
È un promemoria del fatto che le cose che creiamo spesso portano con sé la storia di come siamo arrivati fin lì, silenziosamente intrecciata in ogni dettaglio.


